IBX-210 - OUD
Da DMX-1002 a IBX-210
DMX-1002 e IBX-210 sono due fasi diverse dello stesso tentativo di sviluppare l’ibogaina in ambito clinico.
Inizialmente, atai Life Sciences (attraverso la joint venture DemeRx) ha sviluppato DMX-1002, una formulazione orale di ibogaina pensata per il trattamento del disturbo da uso di oppioidi. I primi studi hanno mostrato che il farmaco raggiungeva concentrazioni potenzialmente terapeutiche, ma hanno anche messo in evidenza due problemi importanti: una forte variabilità nell’assorbimento tra i pazienti e segnali di rischio cardiaco, in particolare il prolungamento dell’intervallo QT.
Alla luce di questi limiti, tra il 2023 e il 2024 la strategia è cambiata. atai ha deciso di abbandonare lo sviluppo della formulazione orale e di puntare su IBX-210, una nuova formulazione di ibogaina endovenosa. L’obiettivo è avere un controllo molto più preciso dell’esposizione al farmaco, ridurre la variabilità farmacocinetica e gestire meglio i rischi di sicurezza, soprattutto a livello cardiaco, rendendo anche più prevedibile il tempo di monitoraggio clinico.
In sintesi, il passaggio da DMX-1002 a IBX-210 non riflette un fallimento dell’ibogaina in sé, ma un cambio di approccio: dalla somministrazione orale, difficile da controllare, a una via endovenosa pensata per rendere lo sviluppo clinico più sicuro e regolatoriamente sostenibile.
Studio di fase 1 (DMX-1002)
Fonte bibliografica: atai Life Sciences Reports Second Quarter 2023 Financial Results and Operational Highlights, and Announces Clinical Data from the Phase 1 Study of DMX-1002 (Ibogaine) | AtaiBeckley Inc.
Partecipanti: 20 partecipanti, tra volontari sani e persone che consumavano droghe a scopo ricreativo.
Protocollo: cieco singolo, a dosi singole ascendenti orali di 3 mg/kg, 6 mg/kg e 9 mg/kg.
Risultati principali:
- La dose di 9 mg/kg ha raggiunto concentrazioni plasmatiche in linea con quelle descritte in studi precedenti che riportavano esperienze psichedeliche e benefici terapeutici nel trattamento dell'OUD.
- È stata riscontrata una marcata variabilità inter-paziente nella farmacocinetica sia dell'ibogaina che del suo metabolita principale, la noribogaina.
Sicurezza: È stato osservato un prolungamento dell'intervallo QT (QTcF) a tutte e tre le dosi testate.
Conclusioni: Sebbene i dati abbiano confermato che l'ibogaina orale può raggiungere livelli terapeutici, la variabilità farmacocinetica e il rischio di prolungamento del QT hanno spinto la società verso un cambio di strategia. La conclusione principale è stata la decisione di sviluppare IBX-210, una formulazione endovenosa (IV) di ibogaina.