Trump e gli psichedelici: l’executive order del 18 aprile 2026
Il 18 aprile 2026, Donald Trump ha firmato un executive order sugli psichedelici nell'Oval Office, con Joe Rogan in piedi alle sue spalle come il padrino di una cerimonia losca.
Trump ha faticato a pronunciare "ibogaina", ha chiesto scherzando se poteva assaggiarla, e nel mezzo della cerimonia si è messo a parlare del suo farmaco preferito per il dimagrimento. Rogan ha spiegato come è andata: ha mandato un messaggio al presidente con alcune informazioni sull'ibogaina, Trump ha risposto dicendo "sounds great, do you want FDA approval? let's do it". E lui, con una certa soddisfazione, ha aggiunto: "è stato letteralmente così rapido".
Eppure, a dispetto della scena, il documento firmato il 18 aprile esiste, ha un contenuto, e vale la pena capire cosa prevede, cosa può effettivamente cambiare e, soprattutto, cosa non cambierà affatto.
Il documento prevede essenzialmente tre cose. Cinquanta milioni di dollari tramite ARPA-H come co-finanziamento per i programmi statali di ricerca sugli psichedelici: la logica del matching era già esplicita nel caso del Texas, che da mesi cercava un partner federale per il suo programma sull'ibogaina senza trovarlo nel settore privato. Tre Commissioner's National Priority Vouchers per molecole psichedeliche con Breakthrough Therapy designation, uno strumento che può comprimere i tempi di revisione di una New Drug Application da circa un anno a poche settimane (il precedente immediato è Foundayo, il farmaco per l'obesità di Eli Lilly, approvato in cinquanta giorni esatti). E un'espansione del programma Right to Try per permettere ai pazienti con condizioni resistenti al trattamento di accedere agli psichedelici sotto supervisione medica, prima dell'approvazione formale. Il commissario FDA Marty Makary ha anche annunciato la clearance IND per l'ibogaina, che apre la strada ai trial clinici sulla molecola negli Stati Uniti.
Un executive order però non è una legge. Orienta le priorità degli enti federali ma non li obbliga a muoversi in tempi specifici, e la DEA si prenderà sicuramente i suoi tempi. Il pattern è noto: la firma è l'inizio del processo burocratico, non la fine.
I voucher, poi, dipendono da un presupposto che si dà spesso per scontato: la presentazione di New Drug Applications. Nessuna NDA, nessun voucher utile. Il caso di Compass Pathways è istruttivo in questo senso. L'azienda era già candidata ovvia ai voucher a ottobre 2025, quando la stessa amministrazione Trump gliene aveva tolto uno per ragioni di opportunità politica interna. Adesso il voucher viene restituito, e il mercato ha reagito di conseguenza: il 20 aprile, giorno della riapertura delle borse dopo la firma, il titolo ha segnato un +40/50% toccando un nuovo massimo annuale.
Qualcuno direbbe che il mercato sta semplicemente prezzando la riduzione del rischio regolatorio. Qualcun altro ricorderebbe che il settore psichedelico sa già fare rally molto belli prima di tornare a terra. Entrambe le osservazioni sono corrette.
Un'altra NDA immaginabile è quella di Resilient Pharmaceuticals per l'MDMA nel PTSD, presentata sotto l'amministrazione Biden e già bocciata senza essere accettata per la revisione, come lo stesso Makary ha confermato alla cerimonia. Se venisse ripresentata in forma rivista, il voucher potrebbe accelerarne la valutazione. Se. È un condizionale carico di storia, viste le vicende degli studi di fase 3 di Lykos e il ritiro degli articoli collegati.
C'è poi un aspetto della cerimonia che vale la pena non ignorare, perché dice qualcosa di preciso sul tipo di supporto che gli psichedelici stanno ottenendo. Jay Bhattacharya, direttore dei NIH, ha cercato di inserire una nota di cautela, ricordando che la ricerca è ancora in corso. Trump ha risposto: "ma se è buono, vogliamo approvarlo subito. O funziona o non funziona. Penserei che ci sia già molta ricerca... indiretta, forse. La ricerca definitiva: le persone che l'hanno presa."
Ecco. La ricerca definitiva sono le persone che l'hanno presa.
Non è una battuta: è una visione epistemologica, e convive comodamente con la firma di un ordine che dovrebbe, nelle intenzioni, portare gli psichedelici attraverso il percorso regolatorio della FDA.
Per chi segue questo campo da una prospettiva europea, la domanda più interessante non è se Trump riuscirà davvero ad accelerare qualcosa. La domanda è cosa succederebbe all'EMA e ai sistemi sanitari europei se una o più molecole venissero approvate oltreoceano nei prossimi due anni.
L'EMA non segue automaticamente la FDA. I criteri sono diversi, il processo è separato, le aziende devono presentare domanda indipendente. Ma un'approvazione americana creerebbe una pressione difficile da ignorare: pazienti che chiedono accesso, clinici che chiedono linee guida, governi che si trovano a dover rispondere su perché un trattamento approvato in un grande paese ad alto reddito non sia disponibile nei propri sistemi sanitari. Il modello norvegese, che ha già scelto di rimborsare la ketamina generica off-label per la depressione resistente ragionando su costo-efficacia e accessibilità, mostra una traiettoria possibile. Non rapida, ma non impossibile.
L'executive order di Trump è una notizia rilevante e sarebbe sbagliato liquidarla come puro teatro politico. È anche sbagliato leggerla come una svolta scientifica. Un documento firmato nell'Oval Office non cambia la farmacologia di una molecola, non risponde alla domanda su quanto conti il contesto terapeutico rispetto alla sostanza, non risolve i problemi metodologici che hanno fatto affondare la domanda di Lykos, non dice nulla di utile sul disegno degli studi futuri.
Quello che fa, concretamente, è abbassare alcune barriere burocratiche e mandare un segnale politico chiaro in un anno elettorale di midterm. Se questo si tradurrà in scienza migliore o solo in approvazioni più rapide di scienza discutibile, lo vedremo nelle prossime NDA.
Per ora, l'unica cosa certa è che Joe Rogan ha avuto più influenza sulla politica sanitaria americana di qualsiasi meta-analisi pubblicata negli ultimi cinque anni. Non è un giudizio su Rogan. È un giudizio sul sistema.