Il trip da quindici minuti che mette in discussione tutto il modello
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Il trip da quindici minuti che mette in discussione tutto il modello

Il trip da quindici minuti che mette in discussione tutto il modello

C'è qualcosa di paradossale nel fatto che la molecola più strana tra gli psichedelici clinici, quella che produce un'esperienza così diversa dalle altre da non assomigliare nemmeno a un trip convenzionale, sia anche quella che sta avanzando più velocemente verso l'approvazione regolatoria.
La 5-MeO-DMT è presente nel veleno del rospo del deserto di Sonora, in decine di specie vegetali e nella sintesi chimica di due aziende che si trovano in fase 2b completata con trial controllati e randomizzati. Una è GH Research, che ha sviluppato una formulazione inalatoria di 5-MeO sintetica. L'altra è AtaiBeckley (la fusione tra atai Life Sciences e Beckley Psytech), che ha sviluppato una formulazione intranasale, BPL-003, con Breakthrough Therapy Designation FDA per la depressione resistente al trattamento.
Sono due aziende diverse, con formule diverse, che somministrano la stessa molecola attraverso vie di somministrazione diverse per indicazioni che si sovrappongono quasi interamente. E producono dati coerenti tra loro. Questo è più raro di quanto sembri nel campo psichedelico.

Fare a meno del trip

La questione metodologicamente più rilevante non riguarda i dati di efficacia, ma il modello di trattamento. La psicoterapia assistita da psichedelici, così come è stata costruita negli anni, è un sistema in cui l'esperienza acuta è lo spazio terapeutico: il paziente è guidato da un terapeuta per sei, otto, dodici ore di sessione, con preparazione preventiva, integrazione successiva, un protocollo formale. I costi operativi sono alti proprio perché il tempo clinico è lungo.
Con la 5-MeO-DMT il trip dura tra quindici e novanta minuti. Non è una versione abbreviata dello stesso processo: è qualitativamente diversa, spesso non narrativa, difficilmente elaborabile nell'ora immediatamente successiva. GH Research e AtaiBeckley hanno entrambe scelto un modello di supporto non direttivo: musica, presenza di un monitor addestrato, nessuna psicoterapia strutturata durante la sessione. Non è negligenza, è coerenza con la fenomenologia della sostanza.
Questo crea però una domanda che i trial finora non risolvono: se il lavoro terapeutico non avviene durante il trip, quando avviene? I dati mostrano che qualcosa cambia, e i cambiamenti sono reali e misurabili. Ma il meccanismo è opaco. Le ipotesi principali sono neurobiologiche (neuroplasticità rapida, modifiche ai circuiti della rete in default mode) più che psicologiche (elaborazione narrativa, rielaborazione del trauma), ma le due non si escludono.
La risposta pratica è che il modello breve costa meno. Una sessione di due ore in day hospital è radicalmente più scalabile di una sessione di otto ore in regime di sorveglianza intensiva. Questo non è un dato trascurabile quando si parla di accesso: la principale critica ai modelli MDMA-psilocibina è che, anche approvati, sarebbero accessibili solo a chi può permettersi cliniche private con team specializzati. La 5-MeO abbassa quella soglia, almeno in teoria.

Due aziende, stessa molecola, destini diversi

GH Research e AtaiBeckley stanno gareggiando nello stesso segmento con prodotti farmaceuticamente distinti. La formulazione inalatoria di GH e quella intranasale di BPL-003 producono profili farmacocinetici diversi: l'onset è comparabile (picco in pochi minuti), ma la biodisponibilità e l'intensità dell'esperienza variano con la via di somministrazione. Non ci sono trial testa a testa, e probabilmente non ce ne saranno: ogni azienda cercherà la propria approvazione con i propri dati.
L'aspetto più interessante dal punto di vista competitivo è la Breakthrough Therapy Designation di BPL-003 per la TRD: accelera la comunicazione con la FDA e può accelerare il percorso verso la fase 3 e la NDA. GH Research ha la maggiore diversificazione per indicazione: se il PPD e il BDII si confermassero, avrebbe tre mercati distinti dove AtaiBeckley ne ha due (TRD e dipendenza da alcol). La dipendenza da alcol è però un'indicazione ad alto valore sociale: la mortalità alcolismo-correlata negli USA supera centomila casi l'anno, e le opzioni farmacologiche approvate sono limitate e poco usate.

L'elefante nella stanza: il rospo

Esiste una tensione di fondo che nessuna delle aziende affronta, ma che è presente nella comunità scientifica. La 5-MeO-DMT è nota a molte persone fuori dai trial clinici per una pratica che precede tutto questo: fumare o inalare il veleno del rospo di Sonora, o estratti vegetali, in contesti non supervisionati. Quella pratica ha prodotto una domanda di market size reale prima che esistessero dati clinici, e ha anche prodotto morti e ospedalizzazioni in contesti non monitorati.
Le aziende lavorano su 5-MeO sintetica, più controllabile e che non richiede di mungere rospi in via di estinzione. Ma il percorso verso l'approvazione avviene in un contesto dove la sostanza circola già, e dove le aspettative del pubblico sono modellate da esperienze molto diverse da quelle di un trial clinico con supporto psicologico. Non è solo un problema di immagine: è un problema di come si costruisce un consenso regolatorio intorno a una molecola che ha già una vita propria fuori dalla clinica.
La risposta delle aziende è dati. Dati controllati, randomizzati, con controlli attivi, che mostrano efficacia e sicurezza in contesti strutturati. Se la strategia funziona per gli psichedelici classici, funzionerà anche qui. Se non funziona, quello che è rimasto di Lykos dopo il CRL del 2024 suggerirebbe di essere cauti nell'ottimismo.